27/4 Incontro sulla PERMACULTURA

Vi aspettiamo questo LUNEDI’ 27/4 – h20:45via del Piombo 7 – per l’incontro:

PERMACULTURA
Principi di progettazione per il benessere dell’uomo, dell’ambiente e della comunità. Dalla fattoria agricola alla Città di Transizione.

con Elisabetta Dallavalle, dottore agronomo, progettista in permacultura

Incontro aperto a tutti!

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5° INCONTRO : I PROSSIMI PASSI – come è andata

Ieri sera, rimpolpati nel numero e carichi di energia solare di stagione, ci siamo incontrati per l’ultimo appuntamento del nostro per-corso CEAT, dedicato a progettare il futuro del gruppo che da esso ha preso vita.
Ecco solo una piccola parte di quello che è successo:
abbiamo deciso di aprire le danze con una cena prelibata con pietanze condivise da ognuno di noi, dove come al solito non è mancata la condivisione di gustose ricette caserecce. Il momento di convivialità, per quanto ci abbia un po’ appesantito, è stato gradevole ed utile a cementare le relazioni tra i partecipanti!

Dopo esserci rimpinzati a sufficienza, abbiamo rimesso le mani al nostro inventario dei sogni e delle competenze creato nello scorso incontro, dando la possibilità a chi non c’era di intervenire ad aggiungere qualcosa di proprio.
Sogno vs realtà
Realtà versus Sogno
Successivamente abbiamo fatto un piccolo esercizio di Geometria, avvalendoci della cosiddetta Project Wheel utilizzata nel Dragon Dreaming, metodo di progettazione  ideato dall’australiano John Croft che mira a trasformare l’idea di un singolo in un progetto collettivo per portarlo a compimento (per saperne di più: https://bolognadentroportaintransizione.wordpress.com/cassetta-degli-attrezzi/dragon-dreaming/).
Con l’aiuto di uno dei nostri soliti cartelloni, ci siamo disposti lungo gli assi individuo/ambiente e teoria/pratica per capire dove siamo adesso, in che fase della vita e del nostro percorso: sognatori, progettisti, gente che fa, celebratori…
Perché c’è bisogno di tutti se si vogliono trasformare i sogni in progetti e realizzare grandi cose!
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La Project Wheel: dal sogno alla realtà!
E’ seguito un piccolo esperimento di World Cafè, altro strumento di facilitazione efficacissimo per stimolare l’intelligenza collettiva (per saperne di più: https://bolognadentroportaintransizione.wordpress.com/cassetta-degli-attrezzi/world-cafe/)
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Per questo esperimento, abbiamo provato a rispondere ai seguenti quesiti:
  • Che cosa può fare per me la Transizione?
  • Che cosa posso fare io per la Transizione?

Ci siamo dunque divisi in due gruppi, e fatto fluire l’intelligenza collettiva costruendo insieme due mappe che iniziano a delineare i prossimi passi di questo gruppo.

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Nel cerchio conclusivo, dove ognuno ha condiviso quello che gli ha lasciato questo per-corso, sono emerse rivelazioni, nuovi progetti, tanti sogni e la certezza che non finisce certo qui!

Del resto, ogni nuovo inizio comincia dalla fine di qualche altro nuovo inizio…

4° INCONTRO: LE MANI – TRANSIZIONE IN PRATICA!

Corroborati dalle visioni raccolte dal nostro viaggio nel futuro, abbiamo dedicato questo incontro alla comprensione di ciò che possiamo concretamente fare nel presente.

Siamo partiti enunciando i sei principi su cui la Transizione poggia (visione, inclusione, aumento della consapevolezza, resilienza, interventi psicologici, soluzioni credibili e appropriate) per poi smantellare tutte le classiche scuse che normalmente vengono addotte per non dar vita ad un’iniziativa di Transizione, quelli che Rob Hopkins chiama i 7 MA… 

Abbiamo così scoperto che la Transizione non necessita di chissà quali investimenti in tempo e denaro, che convive pacificamente con altri movimenti ambientalisti del territorio (traendo anzi vantaggio dalla loro presenza!)e, soprattutto, che non è troppo tardi per iniziare a fare qualcosa e che ciascuno di noi ha tutte le carte in regola per farlo.

Abbiamo quindi cominciato a chiederci cosa possiamo vogliamo fare personalmente perché da questo gruppo neo-formato prenda vita un’iniziativa di Transizione.

Abbiamo dunque posizionato sul pavimento due cappelli, uno blu, che avrebbe contenuto le nostre competenze, abilità, ciò che sentiamo di poter trasmettere/insegnare al gruppo ed uno verde, che avrebbe contenuto i nostri sogni nel cassetto rispetto al proseguimento di questa esperienza.

Ciascuno di noi ha scritto la sua su due diversi bigliettini, ricavati ahimè dalla dissacrazione di un poster di Valentino Rossi trovato, insieme a molti altri, appoggiato ad un bidone della spazzatura, in pieno spirito di riuso creativo 😉 del resto cosa c’è di meglio per celebrare la lentezza che distruggere il simbolo della velocità? (scusa Valentino :/ )

Dopo lo spoglio dei bigliettini, abbiamo riassunto il loro contenuto su dei post-it, divisi in due sezioni: sogno e realtà.

In conclusione, abbiamo provato a fare un esercizio di matching, ovvero cercare di capire se i nostri sogni possono essere realizzati sulla base delle competenze che abbiamo a disposizione. Alla fine, quasi tutti i bigliettini dell’area “sogno” si accoppiavano efficacemente ad altri della zona “realtà”. Ciò ci ha reso fiduciosi nella buona riuscita del gruppo nascente nel dar vita a qualcosa di concreto!

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Per concludere la serata, noi veterani abbiamo offerto una carrellata di progetti realizzati o in cantiere  come quello che un gruppo di sciagurati dentroportisti ha messo a punto di recente e che potete trovare qui: http://culturability.org/progetti-presentati/scuola-di-sostenibilita-urbana/  [ senza dimenticare i nostri vecchi achievements! https://bolognadentroportaintransizione.wordpress.com/progetti/ ] e il nostro Francesco ci ha offerto una spiegazione della Comunicazione Non Violenta (di cui sta diventando massimo esperto mondiale!) e delle sue intime connessioni con il processo di Transizione (per i curiosi: https://bolognadentroportaintransizione.wordpress.com/cassetta-degli-attrezzi/comunicazione-empatica/ ).

Adesso tocca a voi, marinai di questo nuovo equipaggio, decidere quale sarà il progetto che vi farà solcare i mari della Transizione!

Vi aspettiamo per l’ultimo e conclusivo incontro di questo percorso il prossimo lunedì, stesso posto, stessa ora.

Stay tuned!

CEAT3 Terzo incontro. Il Cuore. Come è andata.

teatro in transizione

“Sono arrivato alla conclusione che tutte le previsioni – siano esse positive o negative – non ci dicano assulutamente niente su ciò che potrà accadere. Le tendenze e gli avvenimenti riguardano solo ciò che è probabile, ma le probabilità sono astrazioni. Le possibilità sono, invece, la vita vera: visioni da rendere reali e porte da attraversare.” Tom Atlee

Cosa è successo ieri nel terzo incontro del terzo per-corso CHE COS’E’ LA TRANSIZIONE? (CEAT: Corso di Condivisione ed Approfondimento del Manuale della Transizione) a Bologna Dentro Porta?
L’incontro, che esplorava il passaggio del CUORE nell’approccio delle Città di Transizione Testa-Cuore-Mani, era dedicato alla Psicologia del Cambiamento (ma non solo).
Dopo aver scherzato insieme su quali siano le nostre piccole grandi dipendenze dalle quali ci vorremmo liberare, abbiamo cominciato con un “esperimento”.

visioni
Visioni prendono forma…

Abbiamo indagato le nostre abitudini e come, quando le circostanze lo richiedano, dobbiamo/possiamo…

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CEAT 3, CIAK 2, SI GIRA! La “Discesa Creativa”: Resilienza e Rilocalizzazione.

Lunedì sera abbiamo continuato il nostro percorso alla scoperta della Transizione. In particolare, dopo aver trascorso il primo incontro dando conto dei problemi che affliggono i nostri tempi, stavolta abbiamo pensato di suggerire delle soluzioni.

Come al solito, il gruppo dei partecipanti si è rivelato variegato e variabile: tante facce nuove, alcuni desaparecidos, un pugno di sociologi dell’ultim’ora, i soliti “GASsiani” ( http://www.gasbo.it/) , qualcuno dalla vicina Social Street (https://www.facebook.com/groups/ViaColtelliSorbelliSocialStreet), danzatori e folk e tanto altro, come sempre all’insegna della biodiversità più assoluta!

Dopo un rapido giro di presentazioni e condivisioni di stato d’animo, abbiamo provato a scoprire il significato della parola resilienza, per alcuni ancora un po’ misteriosa.

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Abbiamo scoperto che questa parola, oltre a descrivere la proprietà di alcuni materiali di resistere ai traumi, rappresenta la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di adattarsi al cambiamento.

Strettamente connesso alla resilienza è il concetto di rilocalizzazione, legato all’idea di cercare ciò che ci serve all’interno della nostra comunità, dalle competenze, alle abilità, alle produzioni di ogni genere.

Abbiamo concluso la serata creando il nostro immaginario “villaggio della resilienza”, basato sulla produzione locale e sui vecchi mestieri, e creando la nostra rete di relazioni interna con l’aiuto di un gomitolo di lana (per gentile concessione del Club della Maglia).

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Abbiamo poi immaginato le conseguenze di un cambiamento profondo e strutturale del nostro modello economico e di convivenza: molti mestieri sono stati soppiantati dall’arrivo delle grandi imprese e della specializzazione funzionale, altri sono rimasti in vita ma hanno perso molto del loro valore strategico. Così guaritrice e erborista sono state travolte dai colossi dell’industria farmaceutica, il pescatore sostituito dall’allevamento intensivo, i piccoli produttori alimentari sorpassati dagli ipermercarti, la sarta da H&M, il liutaio da Guitar Hero e via discorrendo 😉

La nostra rete si è andata così progressivamente sgretolando, mettendo in luce la perdita di quelle tre caratteristiche che rendono un sistema resiliente: diversità, modularità circuiti di retroazione di raggio limitato (che tradotto per i comuni mortali significa: evitare l’effetto domino).

Nella prossima puntata…cominceremo ad occuparci del CUORE, ovvero di tutto quel lato emotivo e psicologico che mettiamo in gioco durante un processo di cambiamento.

L’appuntamento è per lunedì 16/03 presso la Biblioteca delle Donne. Stay tuned!

CEAT3 – Primo incontro. Come è andata.

NON C’E’ 2 SENZA 3
Questo è il terzo per-corso sul manuale che avviene qui Dentro Porta. Il primo ha in qualche modo fondato il gruppo, che però dobbiamo ammettere si era un po’ perso, il secondo ha accolto nuove persone che ne hanno modificato completamente la fisionomia e gli hanno dato nuovo slancio. E ora ci siamo di nuovo imbarcati, con il primo incontro: Viaggio nella Tempesta Perfetta (che è anche stato lo spunto per una performance teatrale, come vedete qui). Sappiamo già che questo CEAT sarà diverso dai precedenti e che impareremo qualcosa di nuovo.
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