10/6 ITALIA CHE CAMBIA A BOLOGNA, PIAZZA SAN FRANCESCO. COME E’ ANDATA.

L’appuntamento era in uno spicchio di ombra al vertice di Piazza San Francesco, l’occasione era la tappa Bolognese del secondo viaggio di Daniel Tarozzi e i suoi compagni di viaggio:

Abbiamo ripercorso l’italico stivale da nord a sud, da est a ovest, a bordo di un camper, alla ricerca di tutte quelle esperienze di vita diversa, di cambiamento, di autoproduzione, di ritorno alla campagna, di politica virtuosa, di riduzione dei consumi, di riscoperta del senso della vita, di maternità, di convivialità. Per raccontare un paese diverso, un’Italia che cambia!

Dopo l’uscita del libro “Io faccio così”, infatti, erano rimaste così tante storie/persone da raccontare che è nato il progetto di un portale http://www.italiachecambia.org/ dove continuare ad informare su quell’Italia diversa, che si dà da fare e ce la fa e che i mass media non raccontano mai.
Andrea, in viaggio anche lui con il camper, ci ha raccontato della sua esperienza in viaggio in un paese lontano, dove i cittadini si sono rifiutati di salvare le banche, pagando i debiti delle banche, fallite a causa della speculazione, di come quest’esperienza possa insegnare qualcosa anche noi, raccontandolo nel suo libro: “Islanda chiama Italia”.
Abbiamo conosciuto le ragazze dell’Associazione Centotrecento che si sono inventati, per permettere ai cittadini di riappropriarsi delle loro strade che percorriamo sempre di corsa, i Luoghi di Sosta Pedonale, micro piazze attrezzate dentro gli stalli di sosta delle auto (strisce blu).
Abbiamo ascoltato da Cecilia la storia di Arvaia, prima CSA (comunità che supporta l’agricoltura) in Italia. Cittadini bolognesi che insieme hanno fondato una cooperativa dove produrre insieme il cibo che mangiano, essendone insieme soci, contadini e consumatori.
Nino e Luigi che ci hanno raccontato la storia di Social Street, un’idea geniale nata da via Fondazza per diffondersi in tutta Bologna (e ora anche all’estero) e di come a partire dal virtuale (il social network più famoso, Facebook), si possa passare al reale, ricreando in tante vie, strade, piazze le relazioni tra vicini di casa che si erano perse ed iniziando a lavorare in insieme sulla cura dei beni comuni.

E poi c’eravamo anche noi, a raccontare brevemente che cos’è la Transizione e l’inizio del nostro percorso in centro a Bologna, Dentro Porta appunto.

E oltre a conoscere tante storie e persone interessanti, siamo tornati a casa sempre con la sensazione che in realtà abbiamo tutti gli strumenti che ci servono per “salvarci” da questo modello che non funziona più e costruirne un altro. Bisogna solo rendersi conto che siamo tanti nell’Italia che cambia e che se lavoriamo insieme, mettiamo a fattore comune le esperienze, integriamo e non separiamo (perché molte mani rendono il lavoro leggero!) tutto si può fare.

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