1° incontro: “La Tempesta Perfetta”. Come è andata.

E’ andata! Con la nostra barchetta abbiamo superato indenni la Tempesta.

Eravamo tanti (25 o 26?), ma di certo non troppi.

Ci siamo conosciuti, che è la cosa più importante.

C’erano professionisti, impiegati e pensionati, ingegneri, filosofi, sociologi, antropologi, economisti e avvocati, danzatrici e teatranti, mamme, nonne e papà, tanti studenti (dalla Lombardia alla Puglia), qualche professore, e molto altro…una diversità che abbiamo scoperto essere ricchezza, in questo mondo che ci vuole tutti uguali, in un Gruppo che è più della somma delle persone che lo compongono.

L’argomento era difficile: il Picco del Petrolio e il Cambiamento Climatico, non sembrano proprio i temi che invogliano ad abbandonare il divano in una fredda serata invernale.
Ma da qui è partita l’idea della Transizione, dove conta non solo cosa si fa, ma soprattutto come lo si fa. Quindi siamo partiti giocando, ci siamo presentati tra sconosciuti, parlati e ascoltati senza interrompere, ci siamo riuniti in due cerchi, facendoci tante domande e provando a darci qualche risposta. Abbiamo fatto una mappa per scoprire chi siamo (sognatori, progettisti, chi fa, chi celebra), alla fine qualcuno ha avuto perfino il coraggio di dire che è stato “super-interessante-divertente”.

Ci siamo resi conto che il petrolio non finirà, ne rimarrà tantissimo sottoterra, sotto i ghiacci, sotto il mare, quello che finirà è il petrolio che possiamo permetterci di bruciare.

Finirà il Petrolitico, l’era dove abbiamo avuto a disposizione una quantità di energia straordinaria che ci ha portato a traguardi incredibili, ma che in gran parte abbiamo sprecato.

Abbiamo riflettuto sul Clima che cambia, come i due Problemi (Cambiamento Climatico e Picco del Petrolio) siano interconnessi e vadano affrontati insieme, perché ci costringeranno ad vivere Nuove Normalità che cambieranno le nostre vite.
Ma dopo aver discusso dei problemi, dal prossimo incontro inizieremo a trovare le soluzioni, diverse da quelle proposte dalla “cultura mainstream” (RESILIENZA!), inizieremo a scoprire insieme come una “Discesa Creativa” sia possibile…
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“Molte opportunità si andranno manifestando nei prossimi 20 anni camuffate da perdite.”  Martin Shaw
 
E questo era solo l’inizio, buon per-corso!20140204 CEATBODP tempesta perfetta
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I SENTIMENTI e I BISOGNI DENTRO LE PAROLE CHE DICIAMO

Visto il forte interesse suscitato dal corso di Comunicazione Empatica (o Comunicazione Non Violenta) organizzato a Bologna dentro porta e in corso di svolgimento, segnaliamo con estremo piacere un’iniziativa analoga a Calderara, per chi si fosse perso questa opportunità ma avesse voglia di recuperare.

Calderara in Transizione

Il titolo è tutto un programma……Di cosa si tratta??? E’ un laboratorio esperenziale che sarà condotto da Marzia Zunarelli e che ci darà l’opportunità, nei 4 incontri previsti, di familiarizzare con il modello della Comunicazione Empatica non Violenta.

Le iscrizioni saranno aperte fino al raggiungimento del numero massimo di 12 partecipanti quindi, per migliorare la qualità del vostro modo di comunicare, vi consiglio di iscrivervi subito!! 😉

Tutte le informazioni, le date e le modalità di iscrizione le trovate nel volantino.

 

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La forza di fare rete – Incontro CAT 29/01

La scorsa settimana, i nostri amici di SLIT (San Lazzaro in Transizione) hanno aperto le porte della loro colorata sede per ospitare la consueta riunione del CAT (Centro di Avviamento alla Transizione), la quale costituisce occasione per i rappresentanti delle iniziative di Transizione della provincia di confrontarsi sulle rispettive esperienze, di offrirsi reciproco supporto e, in pieno spirito transizionista, di immaginare insieme i prossimi passi del nostro cammino.
In quest’ultimo CAT ho visto prendere forma quello che definirei il “cantiere della Transizione”: l’incontro si è caratterizzato per un fervere di idee e proposte e di illuminanti scambi di punti di vista.

Un desiderio comune emerso è stato quello di dar voce ad una “via italiana alla Transizione” (che esiste e presenta le sue specificità), seguendo vari percorsi: arricchire costantemente con le nostre esperienze il meraviglioso Wiki interattivo che il nostro Giovanni di Budrio sta mettendo a punto, ampliare il lemma “Città di Transizione” della versione italiana di Wikipedia (che è veramente scarno e non ci rende giustizia!), e infine un progetto un po’ più ambizioso e a lungo termine, quello di riscrivere il manuale in italiano, in una versione che ci descriva meglio e che rispecchi più fedelmente il nostro tessuto sociale.

Splendida anche l’idea di offrire supporto ai facilitatori che a breve inizieranno i corsi CeAT (specialmente coloro che svolgeranno questo ruolo per la prima volta!).

Insomma, sembra che ai gruppi di transizione della nostra provincia non manchino nè le idee, nè la voglia di condividerle e che abbiano fatto del “fare rete” la loro parola d’ordine.
Quello che rende il CAT di Bologna e provincia peculiare, se non unico, è la scelta dei singoli gruppi di non costituirsi in universi chiusi ed autoreferenziati, ma di aprirsi al dialogo, all’azione sinergica, alla condivisione dei saperi e delle pratiche.
Il buon proposito CAT per questo 2014 allora potrebbe essere di tenere alto il valore di questa nostra peculiarità, e continuare a creare innovazione e cambiamento INSIEME.

Perchè si sa, uniti si è più forti.

E ci si diverte anche molto di più! 🙂